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Grande ritorno di Cenerentola e «Stabat Mater» con ospite Sgarbi

Grande ritorno di Cenerentola e «Stabat Mater» con ospite Sgarbi

Dopo il buon successo della «prima» di venerdì sera, che ha inaugurato la Stagione Lirica, «La Cenerentola» di Gioachino Rossini, regia di Arturo Cirillo, si replica oggi al Teatro Grande (corso Zanardelli, in città) alle 15.30 (turno B) nel nuovo allestimento del duecentenario. Pochissimi i posti disponibili di primo settore (platea e palchi).

Quasi tutti giovani e al debutto nei diversi ruoli, i cantanti hanno presto superato l’emozione e si sono dimostrati un cast efficiente e preparato, sciolto in scena. Particolarmente apprezzati e festeggiati alla «prima» bresciana la protagonista, il mezzosoprano Cecilia Molinari, dotata di bel timbro ed espressività, ed il baritono Vincenzo Taormina, bravo e molto sicuro Don Magnifico.

Convincente il basso Alessandro Spina (Alidoro), dolce nei «piano» il tenore russo Ruzil Gatin, un po’ acerbo vocalmente, ma assai disinvolto, il baritono Clemente Antonio Daliotti, bene le sorellastre di Cenerentola, il mezzo soprano Elena Serra ed il soprano Eleonora Bellocci, per la quale è stata ripristinata l’aria che precede il finale «Sventurata, mi credea», scritta da un collaboratore di Rossini, Luca Agolini, per la prima rappresentazione al Teatro Valle di Roma.

La direttrice Yi-Chen Li, alla testa dell’orchestra dei Pomeriggi Musicali, tesa nella ricerca del difficile equilibrio tra palco e buca, faceva emergere solo a tratti i contrasti e la verve che sono alla base dell’opera.

Il Coro di Opera Lombardia istruito da Massimo Fiocchi Malaspina non è parso abbastanza impegnato. Dal canto suo, Arturo Cirillo ha firmato una regia assai movimentata e talora eccessiva. D’effetto le scene di Dario Gessati, che fanno rilevare le differenze tra il cadente palazzo di Don Magnifico e quelle del Principe, vivaci e ricercati i costumi di Vanessa Sannino, curate le luci di Daniele Naldi. LaStagione proseguirà il 13 ottobre (replica il 15) con «Ettore Majorana» di Vetrano. Ideatore Giulio Togni. A Nigoline di Cortefranca, nel Palazzo Monti della Corte (contrada della Corte, 1), per il «Festival dell’Arte», ideato dall’organista Giulio Francesco Togni, è proposto un unicum nella storia della musica: lo «Stabat Mater» di Giovanni Battista Pergolesi.

Giacomo Gozzini dirige un’orchestra d’archi e il Coro della Piccola Accademia di San Bernardino di Chiari (istruito da Roberta Massetti), solisti il soprano Jessica Zilioli ed il contraltista Giovanni Duci. Intermezzi organistici a cura di Giulio Francesco Togni e riflessioni affidate a Vittorio Sgarbi. La serata inizia con il Concerto in re minore per due violini, violoncello, archi e continuo RV 565 di Antonio Vivaldi.

Formano l’orchestra: Anca Vasile, Matteo Andreoli, Daniela Nicolò, Giulia Marcomini, Luigi Mazzocchi violini, Francesca Moreschi, Marta Pizioviole, Anna Ziliani violoncello, Michele Maulucci contrabbasso, Maurizio Scalvini organo. Ingresso 20 euro, per informazioni e prenotazioni, scrivere una email a festivalartecf@gmail.com

tratto da Domenica 1 ottobre 2017 · GIORNALE DI BRESCIA

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