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Arrivederci Presidente – Angelo Arrighetti

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Per più di due decenni è stato a capo della Piccola Accademia della musica di San Bernardino della quale è sempre stato molto fiero e il primo incoraggiatore.

iN Chiari Week - VENERDÌ 27 APRILE 2018

Ci sono persone che è difficile descrivere a parole. Persone che nella vita hanno sempre preferito i fatti e dimostrato impegno, tanto impegno.
E lui era sicuramente una di queste.
Angelo Arrighetti si è spento venerdì mattina, a soli 61 anni, dopo aver lottato per qualche mese con la malattia.
La notizia della sua scomparsa ha lasciato attonita tutta la comunità che si è stretta intorno alla moglie Rosa, al figlio Ales – sandro con Wilma , alla figlia Federica con Cristiano, l’amatissimo nipote Gianfranco e a tutti i parenti più cari.
Ma in realtà Angelo di famiglie ne aveva due e anche quella acquista è stata amata, e lo ha amato, più che mai.
Per più di 20 anni è infatti stato il presidente della Piccola Accademia della musica di San Bernardino, fiorente realtà clarense molto conosciuta proprio per la sua bravura e per i numerosi successi collezionati.
«Angelo è entrato a far parte dell’Accademia circa 25 anni fa – hanno raccontato i maestri Roberta Massetti e Maurizio Ramera – Da quando la sua Federica ha scelto di seguirne il percorso, lui non ci ha lasciato un secondo e prima come consigliere e poi come presidente ci ha sempre sostenuto».
Angelo era una persona buona, sempre sincera e pronta a dare una mano.
Non si è mai tirato indietro e anche nello svolgimento della sua professione di imprenditore edile ha sempre messo al primo posto i bisogni delle persone e non il guadagno.
«Parlare di Angelo è difficile ha raccontato Roberta – Lui era uno di famiglia.
Non solo condividevamo questa grande passione per la musica, ma eravamo soliti a trascorrere le vacanze tutti insieme. Ci ha sempre legati una grande amicizia. La scoperta della malattia è stata un colpo al cuore.
Abbiamo sperato che potesse riprendersi e siamo stati al fianco della sua famiglia, come continueremo a fare, ma non c’è stato nulla da fare».
L’attaccamento di Angelo, così come quello di Federica, all’Accademia è sempre stato palese. Tant’è che sabato il coro delle più piccole ha comunque partecipato, e raggiunto un ottimo piazzamento, ad un concorso che ha dedicato al suo presidente.
E lo ha fatto perché lui avrebbe voluto così. «Dobbiamo tanto ad Angelo – ha continuato Maurizio – Era sempre così presente, non mancava mai alle prove e ai concerti.
Passava sempre anche solo per un saluto. Inoltre, devo dire che ciò che mi ha sempre gratificato è il modo in cui apprezzava il nostro lavoro e ascoltava tutte le nostre proposte fino a renderle realizzabili. Era netto, ma non duro. Cercava sempre la soluzione e ha fatto di tutto per tenerci sempre uniti. Era estremamente intelligente e acuto, ma non parlava molto e volentieri.
Era il classico uomo dalle mani in pasta. Lui faceva. E’ riuscito nell’impresa di “mantenere”. Lo diceva sempre che la sfida più grossa non era solo quella di continuare a collezionare successi, ma anche di mantenerli.
L’anno prossimo festeggeremo i 40 anni di fondazione. Sono così felice che è comunque riuscito a pianificare con noi gli eventi».
Fino alla fine ha dimostrato amore alle sue due famiglie.
« E’ stato un padre e un marito amorevole – ha concluso Roberta – La prova è stato il fatto che la sua famiglia, fino all’ultimo giorno, non l’ha lasciato solo nemmeno un secondo. Ma fondamentalmente è stato di cuore con tutti. Faceva vedere i nostri video alle infermiere, si vantava delle “sue cento donne”. Era così orgoglioso di noi. Così disponibile. Anche fuori dall’Accademia.
Quante volte ha risolto piccoli problemi qui a casa, quante volte ci è stato d’aiuto con il suo lavoro. Sarà durissima andare avanti senza di lui, ma lo porteremo nel cuore.
Federica Gisonna

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